08/07/11

Classe di Pittura

Ho conosciuto un gruppo di gente con cui spesso passiamo le serate e il tempo libero, ci si aiuta a vicenda e si condividono emozioni e situazioni.
Con questo stesso gruppo da un paio di settimane ho organizzato un Laboratorio di Pittura. Un'esperienza che parte dal primo contatto con il colore e spera di risalire verso l'espressione delle emozioni, dei timori e paure come delle gioie e desideri, attraverso l'espressione artistica.
Il primo incontro è stato ermetico, ho mostrato come mescolare pigmenti (ho trovato delle terre da pittura in una ferramenta) con l'acqua e buttarli sul foglio. Da lì non una parola. Una catarsi che ha portato a usare dita, mani e ogni strumento utile per giocare con il colore e sentire la sensazione di liberazione che scaturiva dall'accostare un colore con un altro.

Dalla parte di Aung San Suu Kyi

Il futuro di Aung San Suu Kyi e del suo incredibile movimento pro-democrazia in Birmania ora è di fronte a un bivio, e noi potremmo fare la differenza.
Suu Kyi si è rivolta con coraggio al regime militare per la liberazione di migliaia di monaci e di attivisti pacifisti ancora detenuti in condizioni tremende, alcuni addirittura rinchiusi in gabbie per cani. Ma per la prima volta migliaia di birmani hanno rischiato la loro vita e si sono uniti a lei nel suo appello per la libertà attraverso una petizione on-line! Il regime non si è fatto attendere, e ieri ha rivolto pesanti minacce a Suu Kyi; i generali potrebbero decidere in queste ore se portare avanti il dialogo oppure un'altra brutale repressione.

04/07/11

Un'epoca buia di censura su internet

Il nostro governo ha lanciato un nuovo attacco alla libertà di accesso all'informazione, e fra 2 giorni un organo amministrativo sconosciuto ai più potrebbe ricevere poteri enormi per censurare internet.
L’Autorità per le comunicazioni, un organo di nomina politica, sta per votare un meccanismo che potrebbe perfino portare alla chiusura di qualunque sito internet straniero - da Wikileaks a Youtube ad Avaaz! - in modo arbitrario e senza alcun controllo giudiziario. Gli esperti hanno già denunciato l’incostituzionalità della regolamentazione, ma soltanto una valanga di proteste dell’opinione pubblica può fermare questo nuovo assalto alle nostre libertà democratiche.

02/06/11

Cronache Dominicane

Un bagagliaio "vivo"
Ore 11.30. Sole a picco e caldo che ti fa sudare solo a respirare. Nel parcheggio della Palestra/Spa solo un paio di suv di clienti danarosi. Poco a lato stonava la presenza di una forma violacea (chiamarla auto era troppo, per le condizioni in cui era ridotta) come abbandonata.
Nessuno di noi l'aveva vista arrivare anche se la sua presenza non poteva di certo passare inosservata. Era un frankenstein di pezzi vari, la carrozzeria multicolore, una ruota quasi a terra, i finestrini completamente abbassati e due fili scoperti che sbucavano fuori dal cruscotto, probabilmente quelli usati per avviarla. Dentro era piena di tutto, gli interni cadevano a pezzi ed emanava un intenso sgradevole odore.
Fin qui, anche se strano, era tutto nei limiti degli standard dominicani. La cosa davvero incredibile era che... si muoveva, eseguiva un movimento sussultorio ritmato, rapido e continuo. Inizialmente impercettibile, è andato aumentando nel giro di pochi minuti.

20/04/11

Incursioni ed escursioni

Saccheggio proletario
Ok, questa è una notizia riportata da un testimone oculare. Non so quanto sia veritiera, esagerata o ricostruita. Ve la riporto come mi è stata raccontata.
Qualche giorno fa un gruppo di circa 300 dipendenti di uno dei più grandi e lussuosi Resort della zona (con più di 5000 camere e 2500 dipendenti) ha fatto irruzione con un camion con rimorchio nella hall e, armato di molti machete e alcune armi da fuoco, ha cominciato a rastrellare tutto quello che si trovava a portata di mano: divani, quadri, computer e quant'altro che avesse un minimo di valore commerciale.
Il motivo: da circa due mesi non riceveva regolarmente il salario dovuto. Stanchi di continuare ad avere risposte elusive e rinvii, questi 300 disgraziati, con famiglie da mantenere e case da pagare, hanno deciso di prendersi quello che gli spettava in modo un po' "rustico".